I sette passi per la democrazia

Ogni grande cammino è fatto di piccoli passi; insieme e nella giusta direzione possiamo raggiungere la meta!

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Ognuno di noi ha un obiettivo nella sua vita: uno scopo professionale, una aspirazione artistica, una ambizione individuale. Ma tutti siamo d'accordo su una cosa: vorremo vivere sereni, felici, con meno preoccupazioni possibili. Vorremmo essere parte di una comunità che si prende cura di noi e che ci faccia provare gioia nel dare il nostro contributo. Vorremmo non invidiare e non essere invidiati, non odiare e non essere odiati. Vorremmo amare incondizionatamente ed essere incondizionatamente amati. Vorremmo una società sana che si fonda su principi sani e un ambiente salutare in cui spendere il nostro tempo libero senza troppe limitazioni di risorse.

Per voi, tutto questo è forse realtà? Sono sicuro che per la stragrande maggioranza non è così. Ciò su cui tutti siamo d'accordo è che ci piacerebbe far parte di una società ideale, un traguardo a cui non siamo ancora arrivati. E la verità, per quanto banale, è che non si potrà mai raggiungere una meta se non si viaggia nella sua direzione, un passo alla volta, un piede dopo l'altro. E' un cammino difficile, tortuoso, in salita. Ma con la giusta guida e il giusto impegno, si può arrivare alla meta, sulla cima della montagna per guardare con soddisfazione e pienezza la bellezza del nuovo e inaspettato panorama che si apre ai nostri occhi.

Esiste un'arte poco conosciuta che si chiama problem solving; al di la delle tante definizioni tecniche che si possono trovare, il problem solving è quell'attività che mira a raggiungere una condizione desiderata da una condizione data. Esiste una metodologia, ma richiede la capacità di intuire soluzioni che ai più sfuggono e anche la capacità di riconoscere il problema. Ci siamo ispirati ad essa per definire "I sette passi per la democrazia", un cammino che ci ha portato alla soluzione che oggi vi proponiamo con la Democrazia Aleatoria.

Passo 1: Percepire il problema

Viviamo in un mondo che sta degenerando. I ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sono sempre più poveri. Viviamo i più alti livelli di stress psico-fisico di sempre, al punto che per la prima volta la vita media si sta abbassando mentre sono in aumento le malattie neuro-degenerative e da stress. Ci dicono che siamo in democrazia, ma se provate ad affacciarvi alla politica troverete porte chiuse e promesse vuote. Le persone non vivono una vita serena e il loro stress spesso viene trasformato in odio al punto che non riescono più a trovare la pace interiore per fermarsi a riflettere. Tutto questo va a vantaggio di chi ha preso il potere e non vuole restituirlo ai cittadini, anche quando dice di volerlo fare. Chi dice di essere la soluzione sta solo cambiando il problema. Il primo passo è capire che nessuna proposta politica oggi è una soluzione e che tutti ci stanno allontanando dalla soluzione.

Passo 2: Definire il problema

Per alcuni il problema è la corruzione, le lobby, la mafia. Per altri il problema è la mancanza di onestà, per altri ancora l'assenza di competenza. Ma ci sono problemi che non vediamo più perché troppo radicati nel nostro modo di vivere al punto che non ci facciamo più caso. Ad esempio si lavora troppo e si guadagna poco, c'è poco tempo per hobby, amici e famiglia; i soldi non bastano mai e si vive sempre in condizioni precarie, senza sicurezza nemmeno per l'immediato futuro. La vecchia politica fa interessi di lobby di potere, la nuova politica è manovrata in modo per nulla chiaro e nessuno rispetta le promesse. I cittadini sono tenuti lontani dal potere, in un modo o nell'altro. Serve una politica che ridia stabilità, che ridia soldi e tempo libero, che ridia equità e dignità sociale. Serve una politica che dia lo stesso potere politico a tutti i cittadini. Inoltre i cittadini sono talmente sfiduciati che giudicano le proposte in base alla credibilità di chi la propone, confondendo la notorietà con la credibilità e l'originalità con il 'nessuno ne parla, quindi non è una proposta valida'. Occorre abbattere questi pregiudizi e cercare la qualità, perché le rivoluzioni da sempre nascono dal basso. Infine c'è un degrado culturale in atto che rende le persone diffidenti le une con le altre.

Passo 3: Individuare i punti cardine

I romani dicevano divide et impera, cioè "dividi in più sottoproblemi e dominali". Una strategia vincente al punto da essere usata in molti contesti odierni, non ultimo in informatica. Serve cioè dividere il problema in sottoproblemi, per poterli affrontarli meglio e arrivare più facilmente alla soluzione globale. Un primo problema è legato all'analfabetismo funzionale: metà degli italiani vota senza consapevolezza e teoricamente metà degli eletti siede nei luoghi del potere senza avere le capacità morali e tecniche. Inoltre il voto può essere distorto e strumentalizzato. Serve operare su diversi fronti: occorre formare i cittadini in modo da potersi rappresentare gli uni con gli altri esercitando la professione parlamentare, occorre far si che le persone abbiano la consapevolezza del voto e e competenza nelle scelte, infine occorre ridurre il più possibile i rischi di distorsione e strumentalizzazione del voto. Occorre garantire alle persone la formazione tecnica ma anche ridare serenità e positività nei confronti della vita.

PASSO 4: Trovare la soluzione

La classe politica deve essere competente e rappresentativa e il voto non garantisce l'una o l'altra dote. Al contrario, se avessimo un numero molto ampio di candidati con requisiti morali e dotati di elevata competenza da cui attingere, con una selezione aleatoria tra essi si potrebbero garantire sia la competenza che il merito che ancora la rappresentatività, eliminando ogni difetto implicito nel sistema di voto, non ultimo gli stessi brogli. Serve quindi una riforma costituzionale e legislativa che consenta di attuare questa soluzione, ma ancora non basta: occorre avere una base di candidati molto ampia, in teoria formata da tutti i cittadini e solo allora sarebbe una reale e incontrollabile democrazia. Per questo occorre arrivare alla riforma alla fine di un cammino che metta al centro la crescita culturale, professionale ed etica delle persone, dandogli nel frattempo tutti gli strumenti e i servizi necessari per imparare a vivere in armonia e in sinergia.

Passo 5: Credere nel progetto

Credere nella Democrazia Aleatoria non significa fidarsi di chi ti promette che ti governerà bene ma significa collaborare con chi ti darà gli strumenti per fare la tua parte e, un domani, aiutare a governare e a definire la linea politica italiana. Fidarsi di Democrazia Aleatoria significa fidarsi di chi è disposto a credere in te, di chi già lo sta facendo come atto costitutivo. Con la Democrazia Aleatoria ognuno di noi smette di essere un nemico e diventa una risorsa per gli altri.

Passo 6: Diffondere il progetto

E' un lungo cammino, lo abbiamo già detto. E non sfrutta la notorietà di nomi noti per fare breccia nel cuore delel persone. E' un progetto maturo, culturale, di qualità che cerca di convincere per le sue qualità reali, non per il suo aspetto. Per questo ha bisogno di tutti, per essere diffuso, per diventare argomento delle discussioni politiche, per trovare chi possa aiutarci a farlo conoscere e farlo evolvere. Se stai leggendo, sappi che il tuo aiuto può essere determinante. Aderisci al progetto di Democrazia Aleatoria, aiutaci a far conoscere Democrazia Aleatoria ai tuoi amici, convincili a seguirci e a dare a loro volta un loro contributo per farci conoscere. Se riuscissimo ad avere la giusta diffusione, allora potremmo fare il prossimo e decisivo passo, insieme!

PASSO 7: Avviare l'azione politica

Abbiamo definito un programma di base, ma sono ancora tanti gli argomenti da trattare e le modifiche che con il tuo contributo possiamo apportare. Ma abbiamo abbastanza per avviare l'azione politica e giungere alla meta. Per un paradosso dell'attuale non-democrazia, serve avere forza sui territori e numeri - imposti dal sistema - che possiamo raggiungere solo con il tuo aiuto. E allora, insieme, potremo completare il nostro cammino arrivando dritti all'obiettivo: consegnare il potere al popolo!